16.10.07

Chomsky e le macchine di produzione di candidati



Noam Chomsky non è il primo che capita...se Grillo è riuscito a "disturbarlo" per parlare del V-Day, vuol dire che il V-Day non è passato tanto inosservato anche dall'altra parte del mondo.
Beppe Grillo è stato accusato di populismo, di cercare consensi dal popolo e questo è ridicolo.
Non sono proprio i politici, a girare nelle piazze per la loro campagna elettorale a cercari consensi dalla gente? Grillo ha toccato un tasto e ha risvegliato un popolo assopito e dormiente e questo ha scatenato l'ira dei politici, che cercano in qualsiasi maniera di allontanare la gente dalla politica, la loro politica. "Mi hai votato adesso, fatti più in la". Questa non è democrazia per Chomsky. La vera democrazia dovrebbe essere quella di scendere in piazza liberamente e decidere quale politica adottare e poter dire: "sei capace di mandare avanti un progetto politico? No? Ok, vattene a casa. Mi piacerebbe mettere in atto questo pensiero di Chomsky e forse con Beppe Grillo e anche il suo pensiero, potrebbe avverarsi. Sveglia!!

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12.9.07

Il portavoce di Bin Laden?

Noam Chomsky viene indicato da Osama Bin Laden come suo portavoce intellettuale in Occidente. Viene elogiato e "premiato" per il modo particolare di guardare il mondo. Per non guardare solo da una parte ma valutare e soppesare il pensiero di tutti.

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11.9.07

11-9, Autoattentato?

Sono passati sei anni da quel maledetto 11 Settembre. Molti personaggi si sono mossi per scoprire il lato oscuro della storia. Non convicono molti punti, molte cose non qudravano e continuano a non tornare. Si è cercato di fare un lavoro certosino, si sono passati e ripassati filmati, fotografie, documenti e testimonianze. Internet è servita per approfondire le ricerche, per capirne di più. Poteva un Boeing 757 aver colpito il pentagono? Le due torri sono crollate o esplose? Tra chi si è posto queste domande e cercato di dare qualche risposta c'è logicamente anche Noam Chomsky. Per Chomsky il terrorismo è quello che ci hanno spettacolarmente presentato quel maledetto giorno, ma che bisogna comprendere le cause. La teoria del contraccolpo. Il terrore impresso dalla società occidentale, USA in primo piano, è tornato dietro come un Boomerang. In poche parole Chomsky ci siggerisce di non scordare, colonialismo, sfruttamento, imperialismo e di non guardare solo al presente ma di riflettere sul passato.
Noam Chomsky - Linguaggio e politica - e Riflessioni sul mondo dopo l'11 settembre - Di Renzo Editore

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10.9.07

Chomsky e Osama

"La vera notizia del video di Osama bin Laden non sta nel fatto che mi ha citato ma nell’interessante similitudine fra le sue parole e il discorso fatto dal Papa in Austria".
Sono le parole di Chomsky sul nuovo video di Osama apparso in Tv la settimana scorsa. Osama ha lodato Noam Chomsky dicendo «uno dei più capaci fra quelli che stanno dalla vostra parte» e invita a leggere il testo Hegemony or Survival.
Se Osama raccomanda la lettura di questo testo, lascia intendere Chomsky, è perché sono le posizioni più estreme presenti all’interno del governo federale a svelare gli errori politici di Washington trasformandosi in una carta che Al Qaeda può giocare al fine di reclutare volontari per la Jihad.
Altra citazione è quella per Emmanuel Todd, storico francese che nel 1976 previde la caduta dell’Urss basandosi sulle statistiche della mortalità infantile, «Todd prevede lo scenario che Osama bin Laden auspica di più ed è bastato citarlo nel suo messaggio video per far impennare il titolo dell’autore francese nella classifica stilata da Amazon», osserva il linguista. Insomma, se Scheuer rappresenta i mali dell’America, Todd ne descrive l’imminente fine e per Chomsky sono queste le letture preferite del leader di Al Qaeda, rispetto alle quali il riferimento diretto alle sue opere sarebbe dovuto passare in secondo piano «se non fosse stato per la reazione avuta dai media».

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23.7.07

Noam Chomsky e il Rap

LONDRA – Per anni non se li è mai filati nessuno, anche se tutti li conosciamo. Parliamo dei «tecno-sfigati», secchioni maghi del computer che a scuola sapevano sempre tutto ed erano solitamente bianchicci con gli occhiali… Sono i famosi «nerds», «geeks» e anche un pò «dorks», quelli a cui si illuminano gli occhi quando parli di linguaggio «Perl» ma che non «cuccano» mai e si aggirano solitari con l’ultimo techno-gagdet in mano. Beh, adesso è arrivato il momento della loro vendetta. Con il travolgente successo di internet è infatti approdato dall’America un fortissimo movimento underground chiamato «nerdcore», che ha reso «cool» tutto quello che prima (fino a oggi insomma) veniva considerato sfigato. E il loro leader è un rapper dalla popolarità (presto) planetaria. Si chiama MC Frontalot (vero nome Damian Hess) che ha coniato il termine «nerdcore» (come hardcore, ma con la riconquista al positivo del termine nerd) e che si dice fiero di aver «dato una voce alle masse di “geeks” costretti prima a strisciare lungo i muri». La sua musica ha un successo notevole e vende soprattutto online (e dove altro?) con circa 25mila canzoni scaricate al mese.

NOAM CHOMSKY - MC Frontalot ha anche un sito molto divertente, pieno di musica e video, in cui vanta anche una citazione in suo omaggio (alquanto agrodolce) del grande linguista e filosofo americano Noam Chomsky, che dice: «Finora nessuno era mai stato seduto così tante ore al computer componendo così tante rime incredibilmente ottuse. MC Frontalot ha penetrato lo zeitgeist (spirito del momento, ndr). E’ con buona ragione che è diventato così famoso e ricco». MC Frontalot sarà a capo della rivoluzione dei geeks anche al prossimo mega-concerto (in stile Woodstock) chiamato «Nerdapalooza» in California, a settembre.
Noam Chomsky ha pubblicato il libro Linguaggio e politica - e Riflessioni sul mondo dopo l'11 settembre - Di Renzo Editore
L'intero articolo è su Corriere.it

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21.7.07

Premio "Gian Piero Orsello" a Guido Nicosia

Il 26 Luglio 2007, verrà assegnato il Premio “Gian Piero Orsello – Città di Santa Marinella” “Premio ad un personaggio di Santa Marinella”, al volume “Cronache da uno Stato canaglia” di Guido Nicosia, edito da Di Renzo Editore

21.6.07

Siamo animali, a modo nostro

Fonte: La Stampa.it

Per molto tempo la scienza si è tenuta lontana dall’indagare i segreti più reconditi della natura umana. Persino all’interno della comunità degli evoluzionisti ha resistito quella «eccezione» che il co-scopritore della selezione naturale, Alfred Russell Wallace, alla fine dell’Ottocento aveva attribuito alla coscienza umana: potremo svelare un giorno la storia naturale di tutte le specie, compresa la nostra, ammonì, ma la teoria dell’evoluzione non riuscirà mai a penetrare nella mente di Homo sapiens, luogo eletto dello spirito e del libero arbitrio. Ancora nel 1988 il linguista Noam Chomsky, per ragioni del tutto diverse, prevedeva che l’evoluzione non avrebbe avuto alcunché di interessante da dire riguardo alla nascita del linguaggio, troppo complesso per essere compreso attraverso un processo graduale di trasformazione. Questo atteggiamento culturale vedeva nell’umanità non una differenza di grado rispetto ai comportamenti dei nostri parenti animali, ma una soglia qualitativa radicale, del tipo tutto-o-niente, in taluni casi motivata dall’irruzione di un «salto ontologico» sovrannaturale, in altri da una qualche discontinuità che avrebbe reso la specie umana un’evenienza naturale eccezionale. Per questo si è cercata per decenni la chiave della specialità umana in qualche dote «superiore», come il linguaggio, l’autocoscienza, il senso morale, la razionalità, salvo ogni volta riscontrare nei nostri cugini animali forme più o meno sofisticate delle medesime facoltà.
Siamo così entrati da poco in un’epoca in cui le presunte «eccezioni» umane si sono indebolite e le spiegazioni evoluzionistiche hanno fatto il loro ingresso nel sancta sanctorum della mente umana. Probabilmente qui risiede la ragione profonda della rinascita di movimenti antievoluzionisti molto aggressivi all’interno di diverse confessioni religiose. E’ un disagio in parte prevedibile, perché le nuove scoperte, spesso controintuitive, mettono in gioco il modo di concepire noi stessi, con profonde implicazioni filosofiche e culturali. Come in tutti i conflitti senza dialogo il rischio è quello di abbandonarsi alle caricature reciproche o, peggio, di non apprezzare la bellezza dei più recenti sviluppi delle conoscenze. Da questo punto di vista l’accelerazione delle scoperte negli ultimi 10 anni è stata drammatica. Chomsky ha cambiato idea ed è oggi molto interessato, quasi appassionato, alle spiegazioni evoluzionistiche. Sappiamo che il linguaggio è un’abilità complessa e specializzata, forse addirittura un istinto secondo Steven Pinker. La mente umana, come quella di altri animali, è molto ricca fin dalla nascita, godendo di un ampio repertorio di capacità pre-programmate e di sofisticati sistemi di selezione dei dati pertinenti. Ad Harvard Marc Hauser si spinge fino a ipotizzare una grammatica morale universale. Queste dotazioni vengono descritte come naturali, adattative e specie-specifiche, cioè come il frutto dell’evoluzione, confutando così l’idea di una mente umana indefinitamente plasmabile dall’ambiente sociale e culturale.
In parallelo, scopriamo dall’etologia cognitiva che molti nostri cugini animali, anche non strettamente imparentati con noi, non hanno affatto quella «mente semplice» o poco progredita che gli avevamo attribuito. Su «Current Biology» della settimana scorsa i gruppi di ricerca di Frans De Waal negli Usa e di Andrew Whiten in Scozia annunciano di aver riprodotto in cattività, fra sei gruppi di scimpanzè, un processo di trasmissione culturale di tradizioni per apprendimento sociale non solo all’interno di un gruppo, come si era già osservato in natura, ma anche fra gruppi diversi. Imparano tecniche alternative, e arbitrarie, per procacciarsi il cibo e le diffondono fra popolazioni diverse per apprendimento imitativo, senza stringenti ragioni ambientali o genetiche. Qualcosa di molto vicino a ciò che chiamiamo «cultura». Del resto, i «neuroni specchio» - così importanti per le capacità di immedesimazione, di intelligenza intersoggettiva, di «simulazione incarnata» delle intenzioni dell’altro - funzionano in modo assai simile a noi in molti primati. Questi dati rafforzano l’idea di una continuità stretta fra gli esseri umani e il resto del mondo animale, ma questa è solo una parte della storia. L’altra metà non è meno interessante per la scienza e riguarda la comprensione delle ragioni che rendono la specie umana così particolare!

+ TuttoScienze
Noam Chomsky ha pubblicato Linguaggio e politica - e Riflessioni sul mondo dopo l'11 settembre - Di Renzo Editore

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